Il giuoco della Carra

Così Giovanni Ludovico Vignola descrive i divertimenti delle Compagnie delle Milizie canellesi: “Esse Compagnie fanno un giuoco detto del tavolasso, a chi spara meglio col archibugio; e fanno parimenti altro giuoco detto della Carra, in cui spingono uno gran carro gravato d’un botallo di vino, e chi spinge il carro e il rivale oltre una certa linea, ha guadagnato il vino”.

Al termine dell’Assedio la suddivisione del bottino abbandonato dai Monferrini in fuga precipitosa scatenò numerose liti tra i Canellesi e gli abitanti dei paesi vicini accorsi in aiuto. Il Taffini ordinò quindi che le spoglie più preziose fossero assegnate al gruppo di persone in grado di spingere un gran carro su cui erano ammassate, vincendo la resistenza di un’altra squadra di contendenti. Il giuoco si ripete ancora oggi, con le stesse regole. Al vincitore, oltre a un trofeo prezioso, viene assegnata la Carra, cioè la botte ripiena del miglior vino canellese. Il giuoco della Carra si svolge la domenica pomeriggio presso la Porta del Borgo.

È stata cura del Gruppo Storico riportare alla luce anche i giuochi che si facevano all’epoca, oltre a quelli prettamente militari del Tavolasso e della Carra: il Giuoco dell’Uovo, che consiste a tirare una boccia di legno verso un uovo posto su un ceppo a una certa distanza; il Giuoco della Noce, che, lasciata cadere da una ripida canaletta, deve essere schiacciata con un colpo di martello; la Pesca della Bottiglia, che consiste nell’infilare un anello appeso a una lenza nel collo di una bottiglia. I premi, naturalmente, consistono in bottiglie del buon vino canellese.